8 alimenti che bruciano e smaltiscono il grasso nel fegato

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8 alimenti che bruciano e smaltiscono il grasso nel fegato

8 alimenti che bruciano e smaltiscono il grasso nel fegato. La steatosi epatica non alcolica (NAFLD), conosciuta meglio come malattia del “fegato grasso”, è considerata la patologia epatica più comune nel mondo occidentale.

Obesità, diabete, sindrome metabolica e abuso di alcool sono alcune delle condizioni che favoriscono lo sviluppo del fegato grasso, che è caratterizzato da un accumulo di acidi grassi e trigliceridi. Vediamo di seguito gli 8 alimenti che bruciano e smaltiscono il grasso nel fegato.

L’accumulo di grasso nel fegato genera a sua volta infiammazioni, che possono degenerare in fibrosi, danni epatici cronici o cirrosi. Alcuni alimenti che, se abbinati ad una dieta sana e ad attività fisica regolare, possono essere molto efficaci per prevenire o smaltire l’accumulo di grasso nel fegato.

Cos’è la steatosi epatica

Quando il grasso accumulato nel fegato costituisce il 5-10 percento del peso dell’organo, è allora che viene diagnosticata la steatosi epatica.

Nelle persone che ne soffrono, gli epatociti, le cellule del fegato, hanno difficoltà a smaltire in modo corretto il flusso delle varie particelle di grasso che arrivano ed escono continuamente dal fegato.

Si viene a creare, in poche parole, uno squilibrio tra l’assorbimento e l’eliminazione dei grassi.

Il ruolo del fegato: depuratore instancabile

Il fegato, dalle dimensioni più o meno di un pallone da calcio, è il tuo organo interno più grande. È responsabile di funzioni cruciali come digerire il cibo, immagazzinare energia, vitamine e minerali essenziali come, ad esempio, il ferro.

Rimuove le tossine dal sangue e scompone sia l’alcol sia le sostanze chimiche contenute nei farmaci. Lavora instancabilmente per purificare il sangue e produrre la bile necessaria per digerire i grassi.

è inutile ridurre drasticamente il consumo di grassi dalla tua dieta, perché il fegato trasforma in trigliceridi(sostanze formate da tre molecole di acidi grassi e una di glicerolo) anche glizuccheri derivati dai carboidrati in eccesso.

Quindi anche se tu mangi pasta, pane, pizza, o il migliore riso biologico integrale senza aggiungere un filo d’olio, hai comunque fatto il pieno di glucosio e inviato al fegato ugualmente una buona dose di grassi, con l’aggravante che questi non sono nemmeno di buona qualità.

Si tratta di macromolecole di VLDL (Very Low Density Lipoproteins), uno dei vari tipi di lipoproteine, che il fegato produce per consentire ai tipi di grasso (colesterolo, trigliceridi e fosfolipidi), di viaggiare nel flusso sanguigno.

Sono composte per la maggioranza di trigliceridi destinati alle cellule e una volta terminato il loro compito, mutano in LDL (Low Density Lipoproteins), le particelle che rilasciano il colesterolo “cattivo”.

Più carboidrati consumi durante il giorno, più il tuo fegato produrrà particelle di colesterolo “cattivo”.

Non tutto il grasso è male per il fegato

Il fegato ha bisogno, contrariamente a quanto si crede, di grassi di buona qualità HDL (High Density Lipoproteins) per produrre la bile ed emulsionare in modo corretto i grassi “di prima mano” che assumi dal cibo.

Solo se sono ben emulsionati, possono essere assimilati dall’intestino tenue. Questo sintetizza altri trigliceridi e HDL, che attraverso i vasi linfatici e il flusso sanguigno, raggiungono le cellule del fegato.

La cosa importante è che durante il loro percorso, le HDL riassorbono il colesterolo cattivo, rimuovendolo anche dalle placche arteriose e sarà materiale che il fegato userà per produrre bile e sali biliari.

In carenza di grassi, il fegato oltre a non riuscire a produrre la bile necessaria, interpreta questo come un segnale di allarme, di carestia e provvede a rimediare.

Estrae continuamente trigliceridi dai carboidrati, un tipo di grassi molto insidiosi che:

  1. costringono il fegato a produrne un surplus di colesterolo ossidato e a trattenerlo e stoccarlo con cura dando vita al fenomeno del “fegato grasso”
  2. si infiltrano in tutti gli altri organi viscerali
  3. aumentano il grasso addominale e si comportano come una ghiandola ormonale rilasciando pericolosi agenti infiammatori
  4. squilibrano il livello di acidità ed infiammazione nel corpo
  5. creano infiammazione nel fegato che può vedere compromessa la sua capacità di funzionare

Uno studio pubblicato sulla rivista Hepatobiliary Surgery and Nutrition, ha concluso che un consumo eccessivo di carboidrati contribuisce direttamente e con maggiore probabilità, al fenomeno della steatosi epatica (NAFLD), rispetto all’assunzione di grassi nella dieta.

È insomma una ruota che gira sempre nella stessa direzione, quella della malattia: l’ipercolesterolemia, la steatosi epatica, l’obesità.

Dopo questa doverosa digressione, ti sarà più chiaro come si vada incontro alla steatosi epatica e come questa non sia causata solo da un consumo eccessivo di alcool.

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A seguire 8 alimenti che bruciano e smaltiscono il grasso nel fegato

  1. Aglio. Attiva gli enzimi che eliminano le tossine accumulate nel fegato. Inoltre, contiene allicina e selenio, composti naturali che aiutano a pulire il fegato.
  2. Zenzero. E’ un alimento ideale per disintossicare il fegato in modo naturale, essendo ricco di composti antiossidanti e antinfiammatori.
  3. Cavoletti di Bruxelles. Ricchissimi di nutrienti, sono molto efficaci per stimolare le funzioni del fegato e favorire l’espulsione di grasso e tossine.
  4. Vitamina E. Gli alimenti ricchi di questa vitamina aiutano a ridurre il grasso nel fegato. Si consiglia di aggiungere alla dieta spinaci, noci, olio di girasole, di oliva e di soia.
  5. Avocado. Favorisce la produzione di un antiossidante necessario per migliorare la capacità del fegato di filtrare tossine e grasso.
  6. Semi di sesamo. Proteggono il fegato dai danni ossidativi, oltre a darci una sensazione di sazietà che ci fa mangiare meno.
  7. Uova. Aiutano il fegato a ridurre la produzione di colesterolo cattivo.
  8. Alghe. Ricche di nutrienti e povere di calorie, le alghe disintossicano il corpo favorendo l’espulsione di grasso e metalli pesanti.

E’ consigliabile anche prevedere di inserire dei cicli di depurazione da fare almeno un paio di volte all’anno (le stagioni migliori sono l’inizio dell’autunno e l’inizio della primavera).

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