Sushi: tutti i pericoli nascosti che sicuramente non conosci. Diventato più che una moda oggi alla portata di tutti, il pesce crudo può nascondere qualche insidia. Ecco come difendersi.
Oggi mangiare sushi anche da noi non è più un problema, ma comunque bisogna fare molta attenzione. Oggi parliamo del Sushi: tutti i pericoli nascosti che sicuramente non conosci.
I ristoranti giapponesi spuntano qua e là, e non soltanto nelle grandi città. È possibile reperire sushi e altri prodotti tipici giapponesi al supermercato o nei grandi store di cibi surgelati.
Così, gli amanti del pesce crudo possono assaporare cenette orientali anche a casa e, perché no, invitare gli amici per un sushi-party, evento che oggi va per la maggiore.
Qualcuno, però, potrebbe storcere il naso all’idea di mangiare pesce crudo. Forse anche perché, a parte i gusti personali e il valore dietetico e nutrizionale di tali cibi, qualche rischio effettivamente c’è.
Per essere precisi, alla moda e ben informati, cominciamo con alcune necessarie definizioni.
Cos'è il Sushi
Il sushi è una preparazione a base di riso (riso orientale che resiste a lunghi tempi di cottura) bollito e condito con una specie di aceto, che anticamente serviva a conservare meglio il pesce.
Da qui, l'abbinamento più comune, il nigiri sushi, costituito da listarelle sottili di pesce (tonno, salmone, cernia, calamaro) poste sul riso e servite accompagnate da wasabi, fettine di zenzero in salamoia e salsa di soia.
Il sashimi è invece il pesce crudo, servito a listarelle o fettine sottili. Un vero invito per il palato dei più golosi e curiosi, anche per l’insieme di colori accesi e le presentazioni veramente perfette e variegate che caratterizzano l’abilità dei cuochi giapponesi nel soddisfare la vista, oltre al palato.
Anzitutto è bene precisare che sushi e sashimi non vanno preparati con pesce fresco, appena pescato o che arriva dalla pescheria più vicina.
Infatti la normativa italiana, che si riferisce alle norme europee (Regolamento europeo 853/2004), prevede che i pesci consumati crudi debbano essere lasciati nel congelatore a -20 °C per almeno 24 ore.
Il congelamento, così come il calore della cottura, uccide i parassiti.
Ma succede sempre così? Secondo i risultati di una recente indagine promossa da Altroconsumo su 19 ristoranti giapponesi italiani presi in considerazione (a Roma e Milano) soltanto tre rispettavano la norma del congelamento preventivo.
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A seguire, Sushi: tutti i pericoli nascosti che sicuramente non conosci
La prima insidia nascosta è una larva e si chiama Anisakis. Se non sono stati preventivamente congelati a dovere, gli esotici bocconcini colorati possono nascondere tale parassita.
Una volta ingerito si deposita nell’intestino provocando, nella migliore delle ipotesi, reazioni di tipo allergico più o meno gravi, ma anche forti dolori addominali simili a quelli di una peritonite.
E non è tutto, se il pesce non è stato congelato, come prevede la norma, e successivamente ben conservato al freddo anche durante la preparazione, si possono sviluppare sulla sua superficie molti microrganismo comuni.
Diventa in pratica un veicolo di tossinfezioni (gastroenteriti acute) da microrganismi come salmonella, stafilococco, listeria o vibrione del colera.
Inoltre, se il pesce ha subito una lunga manipolazione, senza una buona conservazione al freddo, assume un cattivo odore e muta di colore, a testimoniare la presenza di troppa istamina, una sostanza che ha forte potere infiammatorio e allergenico.
L’ingestione provocherà arrossamento del volto, orticaria e altri fastidi simili.
Infine, come è noto da numerose ricerche, nelle carni dei pesci di grossa taglia, si possono accumulare mercurio e altri metalli tossici, che nei consumatori abituali possono provocare intossicazioni generali, abbastanza difficili da identificare e trattare.
Come ci si può difendere?
Nonostante la legge, la responsabilità ultima ricade sempre sul consumatore. In pratica gli amatori della gastronomia giapponese dovrebbero sempre informarsi se il pesce è stato preparato e conservato secondo la norma vigente.
È comunque sconsigliabile offrire pesce crudo ai bambini al di sotto dei 12 anni, alle donne in gravidanza, alle persone allergiche ai pesci e a tutti coloro che hanno già disturbi gastroenterici acuti e cronici.
In ogni caso, se si acquistano sushi o sashimi al supermercato leggere bene l’etichetta di conservazione. Infine: un’annusatina prima di mangiare non guasta mai.
Qualche vantaggio?
Un vero vantaggio della cucina giapponese è che alimentarsi abitualmente con pesce protegge dalle malattie cardiovascolari (infarto, angina) grazie alla presenza, nella carne di questi animali, di acidi grassi della serie omega-3.
Oltre a questo effetto preventivo, gli omega-3 contribuiscono ad abbassare i livelli di trigliceridi, nonché a migliorare la sintomatologia di malattie autoimmuni e infiammatorie come, per esempio, l’artrite reumatoide.
Se poi si è in lotta con le calorie, è bene sapere che un pezzo di nigiri sushi equivale a 40-50 calorie soltanto (a seconda del tipo di pesce).
Dunque, anche a volersi mangiare dieci pezzi di nigiri sushi, si arriva a un totale di 400 calorie circa.
E con un senso di sazietà assicurato grazie al riso e al pesce crudo, che necessita di una più lenta masticazione. Inoltre, non ci sono condimenti, a eccezione della salsa di soia che ha pochissime calorie.















