Farmaco che provoca coaguli di sangue nei polmoni e nelle vene: scatta l’Allarme. La revisione del Prac, il comitato di sicurezza dell’Agenzia europea dei medicinali.
Potrebbe aumentare il rischio di coaguli di sangue nelle vene e nei polmoni, in particolar modo in quelli ad alto rischio, per questa ragione bisogna usarlo con cautela. Di seguito Farmaco che provoca coaguli di sangue nei polmoni e nelle vene: scatta l’Allarme.
È la raccomandazione contenuta nella revisione del Prac, il comitato di sicurezza dell’Agenzia europea dei medicinali, del farmaco anti-artrite reumatoide Xeljanz (tofacitinib).
Non è peraltro l’unica raccomandazione scaturita dalla revisione: l’Ema precisa infatti in una nota che le dosi di mantenimento (10 mg due volte al giorno) non devono essere utilizzate in pazienti con colite ulcerosa ad alto rischio, a meno che non vi sia un trattamento alternativo adeguato.
Ancora, il Prac raccomanda che i pazienti di età superiore ai 65 anni siano trattati con Xeljanz solo quando non esiste un’altra terapia.
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A seguire, Farmaco che provoca coaguli di sangue nei polmoni e nelle vene
I pazienti ad alto rischio di coaguli di sangue includono quelli che hanno avuto un infarto o hanno insufficienza cardiaca, cancro, disturbi ereditari della coagulazione del sangue o una storia di coaguli di sangue, così come i pazienti che assumono contraccettivi ormonali combinati, una terapia ormonale sostitutiva, devono subire un intervento chirurgico importante o sono immobili.
I medici dovrebbero anche considerare altri fattori che possono aumentare il rischio di coaguli di sangue tra cui età, obesità, diabete, ipertensione o fumo.
Insomma, se non è proprio di vitale importanza, è meglio evitare il rischio e ricorrere ad alternative più fattibili.















