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Lampade per Preparare la Pelle all’Estate? Meglio di NO

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Lampade per Preparare la Pelle all'Estate? Meglio di NO

Lampade per Preparare la Pelle all'Estate? Meglio di NO. Come spiega la ricercatrice dell'AIRC Licia Rivoltini i raggi dei lettini solari aumentano il rischio di sviluppare melanoma.

All’estate manca ancora qualche mese, ma c’è già chi pensa alle vacanze e a come ottenere un’abbronzatura perfetta. Di seguito lampade per preparare la pelle all'estate? Meglio di NO.

Se con la scusa di ottenere questo risultato state valutando di prenotare una serie di appuntamenti sui lettini e sotto le lampade abbronzanti, cercheremo di dissuadervi dal farlo.

Le parole dell’esperta

Prima di tutto con le parole di Licia Rivoltini, ricercatrice dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Come spiega l’esperta nella videointervista, nonostante non ci sia uno studio scientifico che dimostri che le lampade inducano direttamente il melanoma (il fenomeno deve essere analizzato ancora per anni perché è troppo recente), si sa che i raggi emessi da questi strumenti sono gli stessi responsabili della neoplasia.

E più ci si espone a raggi di questo tipo, più aumenta il rischio di sviluppare il tumore cutaneo.

Le prove scientifiche

Uno studio ha dimostrato che sottoporsi ad almeno 30 lampade solari nella propria vita aumenta del 32% il rischio di sviluppare il melanoma. 

Alcuni Paesi, Australia e Brasile in testa, hanno addirittura deciso di vietarle, mentre in Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, Portogallo e Norvegia per farle bisogna essere maggiorenni.

Se vuoi un’abbronzatura perfetta la prossima estate, meglio seguire queste regole di salute. Le parole d’ordine sono: protezione, esposizione moderata e buon senso.

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A seguire: Lampade per Preparare la Pelle all'Estate? Meglio di NO

Proteggere è indispensabile

Esattamente come quando ci si espone alla luce solare naturale, il primo indispensabile mezzo per proteggere la pelle dalle radiazioni Uv artificiali è rappresentato dai filtri solari.

Da scegliere come sempre in funzione del proprio fototipo (vedi tabella), delle caratteristiche di maggiore o minore secchezza cutanea e dall’età, ma ricordando anche alcuni specifici aspetti legati al contesto.

Innanzitutto, bisogna considerare che i raggi emessi da lampade, docce e lettini sono soltanto di tipo UvA.

Queste radiazioni, un tempo ritenute pressoché innocue, sono in realtà più subdole degli UvB perché hanno un’analoga capacità di danneggiare la cute e di promuovere l’insorgenza di melanomi, ma una minor tendenza a provocare eritemi e ustioni, privando così di un prezioso segnale che induce ad autolimitare l’esposizione.

Per questa ragione tempi e intensità delle sedute abbronzanti devono essere pianificati con attenzione e il più possibile ridotti, anche a costo di accontentarsi di un colorito un po’ meno marcato.

Fototipo Occhi Capelli Pelle
I Azzurri Rossi Lattea con
lentiggini
II Azzurri o verdi Biondi Chiara
III Castani Castani Chiara
IV Scuri Bruni Olivastra
V Scuri Neri Olivastra
VI Scuri Neri Scura

Scegliere i filtri giusti

In aggiunta, serve una certa cautela al momento di acquistare l’antisolare da applicare prima di ogni seduta: nella formulazione devono essere sempre presenti filtri UvA.

Molti dei prodotti in commercio contengono soltanto composti in grado di schermare dai raggi UvB e, se già in generale non sono in grado di offrire una protezione efficace, nel caso dell’esposizione a lampade abbronzanti, docce e lettini diventano del tutto inutili.

E non è tutto. In genere, le formulazioni che contengono contemporaneamente filtri UvA e UvB sono studiate per tutelare la pelle dalle radiazioni solari naturali (composte soltanto per il 10% da UvA) cosicché assicurano una protezione dagli UvA pari a circa un terzo di quella dagli UvB.

Di fatto, però, nel caso delle lampade abbronzanti è essenzialmente dagli UvA che bisogna proteggersi, e bisogna farlo in modo molto più deciso perché la loro intensità è superiore a quella di una giornata di sole estivo.

Per essere certi di non correre rischi, quindi, si dovrebbero scegliere antisolari con filtri UvA+UvB con Spf (Skin protection factor) elevato, almeno 30-50, anche se si ha un fototipo scuro.

Altro dettaglio da non sottovalutare. Le lampade solari, anche per il fatto di essere utilizzate in luoghi chiusi e meno aerati dell’ambiente esterno, tendono a disidratare maggiormente la pelle della luce solare naturale.

Inoltre, penetrando in profondità nel derma le radiazioni UvA interagiscono con le cellule produttrici di collagene ed elastina, ossia le sostanze da cui dipendono il tono, la compattezza e l’elasticità cutanea, accelerandone la degenerazione e i processi di invecchiamento.