Allarme sigaretta elettronica: 26 morti e 1300 ricoveri per polmonite chimica

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Allarme sigaretta elettronica: 26 morti e 1300 ricoveri per polmonite chimica

Allarme sigaretta elettronica: 26 morti e 1300 ricoveri per polmonite chimica. La sigaretta elettronica torna al centro del dibattito “fa male oppure no”.

Negli Stati Uniti sale il numero di morti per cause legate all’e-cig, tantissimi i casi di malattie polmonari. Scatta l’Allarme sigaretta elettronica: 26 morti e 1300 ricoveri per polmonite chimica.

Così l’allarme polmonite chimica (o “Evali”) associata allo svapo è giunto anche in Italia, dove ci sono oltre un milione e mezzo di svapatori.

In questi giorni l’Istituto superiore della sanità ha diramato l’allerta 2 sulla sigaretta elettronica e inviato il documento al Ministero della Salute.

Gli esperti invitano a “vigilare sulla diffusione della grave malattia polmonare e delle gravi lesioni polmonari tra le persone che utilizzano prodotti per sigaretta elettronica segnalate in diversi Stati negli Usa”.

Qui finora si sono registrati 26 morti e 1.300 casi di ricoveri per malattie potenzialmente connesse all’e-cig, facendo scattare un’indagine del Dipartimento USA per il controllo e la prevenzione delle malattie.

Donald Trump ha persino promesso di voler vietare la sigaretta elettronica.

Che cos’è la sigaretta elettronica?

Con il nome di sigaretta elettronica (spesso abbreviata in e-cig, dall’inglese) si intende un dispositivo che permette di inalare vapore, in genere aromatizzato.

Contiene quantità variabili di nicotina, che raggiunge l’apparato respiratorio senza che ci sia combustione del tabacco e i danni a essa correlati.

Nei fumatori la pratica di aspirare dal cilindretto a forma di sigaretta fornisce non solo la nicotina di cui sente il bisogno, ma anche un’esperienza tattile e olfattiva che richiama quella della sigaretta.

Le e-cig contengono una quantità variabile di nicotina, in una miscela composta da acqua, glicole propilenico, glicerolo ed altre sostanze, tra cui gli aromatizzanti.

Alcuni modelli non contengono nicotina, ma solo un vapore aromatizzato.

Il principio è stato messo a punto per la prima volta in Cina, e questo tipo di dispositivi ha avuto la prima diffusione significativa anche in Occidente attorno al 2006. 

Secondo il Rapporto annuale 2016 sul fumo dell’Istituto superiore di sanità, oggi circa due milioni di italiani fanno un uso occasionale o regolare di sigarette elettroniche.

Sul mercato ci sono numerosi dispositivi che hanno forme diverse, ma hanno in comune tre elementi:

  • l’inalatore (la cosiddetta cartuccia, che contiene la sostanza liquida da nebulizzare);
  • un atomizzatore (l’elemento che scalda e vaporizza il liquido);
  • la batteria che alimenta l’atomizzatore.

La quantità di nicotina assunta può essere regolata in base alle esigenze individuali.

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A seguire, Allarme sigaretta elettronica: 26 morti e 1300 ricoveri per polmonite chimica

I Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) hanno consigliato ai fumatori di sospendere l’utilizzo delle sigarette elettroniche.

In attesa di comprendere le cause delle ormai centinaia di casi di crisi respiratorie registrate nelle ultime settimane negli ospedali.

Il numero di segnalazioni è più che raddoppiato in pochi giorni, rispetto alle precedenti stime.

Il Dipartimento per la salute pubblica della contea di Los Angeles ha comunicato di avere aperto le indagini su una morte sospetta, la 26 esima negli Stati Uniti.

In un editoriale pubblicato sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine, gli sviluppi degli ultimi giorni sono definiti come il chiaro segno di “un’epidemia che richiede una risposta urgente”.

Secondo i CDC, a causare i problemi polmonari potrebbe essere un particolare composto chimico, ma finora non è stato possibile identificare una sostanza o un prodotto.

I composti impiegati nelle ampolle variano a seconda dei produttori e non si può inoltre escludere che queste siano manomesse dai fumatori.

L’aggiunta potrebbe portare a contaminazioni pericolose per la salute, e questo complica anche la formulazione delle diagnosi da parte dei medici.

Il New York Times, che sta seguendo con attenzione l’evolversi della vicenda.

Spiega che: “Ciò che sembrava un insieme di casi a macchia di leopardo all’inizio dell’estate è ora diventato a pieno titolo un problema di salute pubblica molto diffuso”.

Allarme sigaretta elettronica: in Italia fa male?

Innanzitutto bisogna precisare che normative relative allo svapo e ai prodotti utilizzati in Europa sono diverse da quelle negli Stati Uniti, dove si sono registrati i casi di decessi e ricoveri.

Non ci sono prove del fatto che da noi gli svapatori abbiano avuto le stesse reazioni acute alle sigarette elettroniche.

L’allerta di grado 2 sull’e-cig, quella intermedia, è stata emanata per prevenzione e invito a vigilare sui dispositivi e i prodotti commercializzati in Italia e sugli eventuali rischi per la salute.

In Italia le regole per la produzione di liquidi per lo svapo sono fissate dal decreto attuativo 06/2016 che detta precise indicazioni:

  • sulle certificazioni dei prodotti,
  • il dosaggio dei liquidi
  • le indicazioni d’uso, ponendo così alti standard qualitativi.

Da noi la vendita è vietata ai minori di 18 anni e ristretta solo ai negozi autorizzati.

I liquidi per le sigarette elettroniche devono contenere solo ingredienti di elevata purezza ed escludere ogni sostanza che possa nuocere alla salute.

Fatta eccezione per quelli contenenti nicotina, la cui concentrazione massima consentita è pari a 20 mg/ml.

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Inoltre ogni contenitore può contenere al massimo 10 ml di liquido, e nessuno di questi può avere sostanze che hanno causato la polmonite chimica in America.

Da noi infatti i liquidi, prima di essere venduti, vengono analizzati e i dati inviati al Ministero della Salute, e solo dopo 6 mesi viene approvato il loro ingresso sul mercato.

Perché l’E-cig fa male

Le sigarette, si sa, fanno male alla salute poiché collegate all’aumento del rischio di cancro ai polmoni, problemi cardiaci e altri disturbi a livello polmonare.

Da anni si è diffusa la convinzione che la sigaretta elettronica faccia meno male della sigaretta tradizionale, poiché non contiene le sostanze chimiche presenti nella sigaretta tradizionale.

Come spiegato dagli esperti, però, tutto ciò che finisce nei polmoni e non è aria pulita rappresenta una potenziale minaccia per la salute.

Allarme sigaretta elettronica: 26 morti e 1300 ricoveri per polmonite chimica…Conclusione

Per quanto riguarda i fumatori la sigaretta elettronica può rappresentare un’efficace misura per la riduzione del danno.

Anche se non è ancora del tutto chiaro se possa essere efficace anche rispetto agli altri metodi in uso per sconfiggere definitivamente la dipendenza dalla nicotina.

non fumatori dovrebbero guardare alle sigarette elettroniche, con o senza nicotina, come a una potenziale fonte di problemi di salute:

  • la nicotina favorisce ipertensione e diabete, e nei giovani – tra cui l’uso della sigaretta elettronica è in aumento – potrebbe interferire con lo sviluppo neurologico;
  • d’altra parte anche le sostanze aromatizzanti, presenti in migliaia di composti diversi sul mercato anche nelle e-cig senza nicotina, potrebbero esporre a rischi, tra cui la bronchiolite obliterante.

Si tratta di eventi rari, che probabilmente riguardano soggetti predisposti, ma talmente gravi da non poter essere trascurati.

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